boetti

Primarie 5 stelle

19 settembre 2012

“Molti iscritti al Movimento non hanno ancora completato la procedura di certificazione”: orpo, occorre muoversi, sennò la votazione per scegliere i candidati da inserire nelle liste elettorali non sarà una cosa seria. E Grillo vuole che sia una cosa seria. Quando si ride si ride e quando no è no. Adesso è no, dopo la strigliata durissima sulle procedure interne, sul livello di democrazia che muove la cinque stelle tra piani alti e piani bassi operata da Favia in tv e non on line, ecco che l’enfant prodige della politica italiana si muove come ben strutturata, non si sa quanto gioiosa, macchina da guerra. E siccome sono in guerra, anche le procedure destinate a garantire la correttezza delle “primarie” sono rigorose, blindate, animate da quella iper-affidabilità che viene in genere pretesa da un meccanismo militare. Anzi, siamo ad un passo dal trionfo del dio Controllo, o, per dirla con Casaleggio e con le sue visioni suggestive, ad un passo da Gaia. Per chi non ha approfondito, sul sito della Casaleggio troneggia una proiezione futurista dell’avvenire mondiale sistemata in un filmetto di qualche minuto. L’esperto di marketing sul web può, con questo spot, illustrare come andrà a finire: e cioè che, dopo guerra ed ecatombe miliardaria, l’umanità ridotta all’osso entrerà nello spirito della lennonniana canzone “Imagine”: niente religioni, niente cattiverie, un unico popolo terrestre ben piantato, nelle sue singolarità, nel web, vettore di identità, vita e riconoscibilità. Il tutto si chiamerebbe, appunto, “Gaia”, che è sempre un bel nome. Quindi, bruciando i tempi, per ora si passa dalla riconoscibilità degli iscritti pregati di sbrigarsi a presentare carta d’identità – fotografata – oppure passaporto oppure oppure.

Generalità, foto, non una qualsiasi: quella della carta d’identità. Solo in questo modo, dopo aver passato questa bella forca caudina, avrai diritto ad esprimere un voto sui candidati. Niente di pazzesco: non è da ieri che i partiti, compresi quelli di sinistra, i meglio disposti nei confronti di questo passaggio decisionale, si dannano per trovare una strada insieme aperta e non inquinabile. Nel frattempo, passa l’apertura, e cioè, chi legge questo giornale lo sa bene, il Partito Democratico – giudicato nemico numero uno dal grillismo montante – mette in cantiere delle primarie aperte, apertissime, al punto che un suo candidato può permettersi di chiedere il voto alle coscienze di destra. Ma questo è il paradosso fantasticamente possibile, speriamo irrealizzabile, di una situazione che nella sostanza è innervata da una strepitosa disponibilità della forma partito nei confronti della società reale, a questa si affida, da questa accetta di essere messo in discussione, smentito addirittura se sarà il caso. E il caso è già “stato”. Questo, comunque, è il partito che – assieme alla Sel – viene demonizzato da Grillo e dai suoi fans più religiosamente devoti al capo, come rappresentante di una tribù di zombie – la Casta della politica – incapace di cambiare, di accettare il nuovo che avanza, di stare al passo con i tempi. Fossili, ribadisce Grillo anche mentre passa all’azione, nient’altro che cadaveri putrefatti. Quando sarà più vecchio spenderà parole e parole per spiegare che, essendo lui un comico, quando diceva quelle cose non pretendeva fossero prese alla lettera e che solo dei babbioni potevano accettare quelle battute – che pure qualcosa di sincero contenevano – come verbo divino. Ma intanto, ecco che il non partito, il movimento più liquido della terra, la fonte di Gaia, per passare alla fase delle primarie stringe le maglie, chiude i cancelli, abbassa le serrande e apre dei gabbiottini on line per filtrare i votanti. Manca solo il cartello fuori dalla porta dei Cinque Stelle con scritto: “Non disturbare, ci stiamo contando”. In altre parole, il più fluido dei soggetti politici di questo paese sceglie la strada più militarizzata per passare alla scelta dei propri candidati. Insistiamo: è del tutto legittimo, così come è legittima la divertita meraviglia di chi osserva questo gran daffare tutto timbri e “carte bollate” messo in opera da chi predica quella gaia liquidità, fuori, però, non in casa. In casa ci si siede a tavola, per cena, solo se hai la carta d’identità. Sennò sei un cadavere putrefatto. Vallaurà barbùn.

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